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Messaggio Da ilenia vollono il Mar 03 Feb 2009, 14:30

Ciao ragazzi,
su internet ho trovato alcune informazioni sul prof. Andreoni che verrà a trovarci venerdì e sabato, ci sono molte cose interessanti, una di queste la riporto di seguito.



Programma di
Psicologia del lavoro e delle organizzazioni - prof. Pierenrico Andreoni
Anno accademico 2006/07
Il desiderio dissidente
Il desiderio è l'evidenza costitutiva del nostro stare al modo del nostro volerci permanere, del nostro

esserci in quanto umani che si costituiscono come persone e che tendono a permanere nei sentieri

della vita. Noi desideriamo tutto e quando non riusciamo ad ottenere il tutto o una sua parte ci

sentiamo frustrati. Il seno è buono quando ci è concesso o offerto, è cattivo quando ci viene sottratto

o negato.

L'attività umana, ad un certo punto della storia dell'umanità e ad un certo punto della storia

individuale, viene chiamata lavoro. Noi dobbiamo lavorare: per confrontarci con la natura, per

creare cose nuove e produttive, per realizzare le nostre capacità intellettive e cognitive, per

riprodurre, in oggetti, atti ed intelligenza la nostra vita nel tempo cronologico che ci è concesso, per

la sopravvivenza economica, per la riproduzione della specie. Il lavoro sta sempre insieme con

quello degli altri, è sociale, di gruppo, di massa. Nessun uomo è un'isola. Il lavoro è la radice

ineliminabile della sociabilità, della politica, della costituzione della polis, del luogo dove ci

esibiamo, dove siamo attori oppure succubi. Noi desideriamo il lavoro.

Dissidente: il lavoro è cambiato nel tempo cronologico e nella storia dell'umanità. Il lavoro creativo

si è ridotto e concentrato in coloro che fabbricano, producono e controllano le tecnoscienze. Il

lavoro attuale è un disincanto, un transito dove non si lasciano semi e dove non cresceranno spighe.

Lavoriamo per sopravvivere per essere accettati come addetti e seriali in cambio di un salario. La

dissidenza è l'accettazione di un lavoro qualsiasi non desiderato, chiesto senza amore e senza

dedizione. Noi lavoriamo nella dissidenza verso ciò che non ci appartiene più, ma che rimane

necessario. La dissidenza non è più esplicita ma continua a convivere nelle radici dell'albero le cui

foglie ed i cui fiori appartengono ad altri, a tutti, ai potenti, a nessuno. Abitiamo nelle

contraddizioni che appaiono come vaghi eventi di una merenda occasionale ed il desiderio represso

ed abolito di costruirci una nuova creatività. Il tempo cairologico ci reclama e noi non sappiamo

come prenderlo per mano. La dissidenza è il senso della meraviglia intravista, negata ed invocata, il

senso dell'opporsi represso che abbisogna di un urlo di libertà.

ilenia vollono

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Re: Prof Andreoni

Messaggio Da ilenia vollono il Mar 03 Feb 2009, 14:51

http://docente.unife.it/pierenrico.andreoni/curriculum

per chi fosse interessato al curriculum

ilenia vollono

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Re: Prof Andreoni

Messaggio Da ilenia vollono il Mar 03 Feb 2009, 16:52


ilenia vollono

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